C’è un futuro per l’ISF?

Leggo da FedaiisfNonostante tanti colleghi siano convinti, che con questo lavoro non si possa arrivare alla pensione, ne’ allo “scivolo”, …“.

I “tanti colleghi” hanno ragione, i rimanenti sono solo illusi.
L’attuale ruolo di ISF, cosi come lo abbiamo conosciuto negli ultimi 30 anni, è destinato a sparire nei prossimi 10. E’ un ruolo sopravvissuto a cambiamenti epocali, all’avvendo del web, dei social media, della trasformazione digitale dell’impresa. Mantenuto in vita solo dalla alta redditività dell’impresa del farmaco ed affini, che non ha finora avuto bisogno di fare reali interventi strutturali.

Quello che a breve accadrà anche in Italia è già avvenuto in molti paesi. Divieto o forte limitazione alle visite dell’informatore, uso della sola informazione di gruppo in ospedale, canali digitali.

Quanto sta avvenendo in Emilia Romagna è semplicemente il sintomo precoce – per l’Italia – di questa trasformazione.

Nei prossimi 5 anni il 36% dei medici di famiglia verrà sostituito da una nuova generazione di medici, con un contratto probabilmente di dipendente del SSN.

Si, con questo lavoro con si può arrivare alla pensione, nè allo scivolo…
E allora, che cosa dobbiamo fare? Voi, che cosa farete?

Ignazio Alecci
Non sono un Venditore di Medicine, sono un network di ISF, Product Managers, MSL, Clinical Monitors. Professionisti della Informazione
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Mano che ti nutre, mano che ti bastona

Scrive un collega ISF sul sito do Fedaiisf:

“Sui vaccini, abbiamo segnalato notizie sui No Vax ma allo stesso modo abbiamo segnalato numerose notizie a favore dei vaccini, enfatizzandole e non ci siamo certamente permessi di promuovere una raccolta di opinioni in merito”

C’è un punto sbagliato di partenza. Noi ISF non siamo una parte terza, equidistante tra le 2 posizioni. Siamo parte direttamente coinvolta, siamo l’azienda, siamo il vaccino. Nei confronti dei NoVax si critica, non si rimane equidistanti, altrimenti che professionisti siamo? Con questi ragionamenti e queste posizioni si perde professionalità, credibilità e si perde il lavoro.

Qui non si tratta più di mordere la mano che ti nutre e leccare quella che ti bastona, qui non siamo più in grado di distinguere le mani…

Da Fedaiisf mi sarei aspettato posizioni e reazioni ben diverse. Evdentemente il futuro dell’ISF non è più una priorità.

Ignazio Alecci

Emilia-Romagna e Veneto: vicine, diverse?

Aurelio Corradini, già collaboratore del nostro network ed a lungo ISF a Treviso, mi scrive:

“Caro Ignazio, sto seguendo sul web la discussione avviata in regione Emilia Romagna dalla introduzione della delibera regionale “Indirizzi e Direttive in materia di informazione scientifica sul farmaco nell’a,mbito del SSR” dello scorso dicembre.

Ho seguito su Youtube gli interventi della giornata organizzata il 24 giugno da Fedaiisf, su facebook i vari commenti, gli interventi in giunta regionale di Lega e Forza Italia.

Proprio questo ultimo aspetto mi rende perplesso. Perchè lega e Forza Italai, invece di interrogare la giunta regionale dell’Emilia Romagna non chiedeai propri sodali di partito della vicina regione Veneto, che proprio 10 anni prima, 8 maggio 2007, pubblicava la Dgr 1307 “Modalità operative per le attività di informazione scientifica sul farmaco“?

Direi che le modalità sono molto simili, in molti punti identifiche.

Non mi ricordo – ed allora ero molto attivo – che vi siano state sollevazioni di colleghi, associazioni, rappresentanze e partiti oggi invece molto attivi in Emilia Romagna. Le modalità del veneto hanno festeggiato i 10 anni 2 mesu fa, con buona pace di tutti…

Sono così diverse 2 regioni tra loro così vicine?
tuo Aurelio”

Caro Aurelio, mi ha fatto piacere risentirti dopo tempo e ti ringrazio per portare la mia attenzione su questo tema che in effetti avevo messo in secondo piano.

In sintesi, la normativa regionale veneta prevede:

  1. comunicazione alla regione da parte delle aziende che intendano svolgere attività di informazione scientifica sui propri farmaci di una serie di informazioni su azienda e su ISF
  2. tesserino di riconscimento dell’ISF
  3. svolgimento della attività dell’ISF in
    • locali idonei
    • in ogni caso al di fuori dei reparti di degenza / ambulatori specialistici
    • fasce orarie concordate
    • preferibilmente attraverso incotnri collegiali organizzati dalla Direzione
    • orario concordato con i MMG
  4. le modaluità vengono affisse su cartello
  5. numero di viste annuali pari a 5 per ogni medico
  6. attivazione del tavolo di Monitoraggio
  7. vigilanza, controllo, sanzioni
  8. campioni, congressi, materiale informativo etc etc

Per approfondimento, qui trovate l’Allegato  A del DGR n. 1307 del 08.05.2007.

https://www.regione.veneto.it/c/document_library/get_file?uuid=eb613bc6-49e4-4c8c-a6e2-2e51b48e66e3&groupId=10793

Sono trascorsi 10 anni da allora, la tecnologia è progredita e consente oggi di accedere a piattaforme e database regionali previsti dalla normativa emiliana.

Ma francamente non vedo enormi differenze. Potrei sbagliarmi e ringrazio fin da ora quanti me le segnaleranno nel blog.

Il problema già evidenziato da moltoi non è tanto la normativa regionale, quanto le applicazioni da parte delle diverse azienda sanitarie, che possono limitare in modo eccessivo le possibilità di accesso all’operatore sanitario (almeno in rapporto alle attese delle aziende e dei loro “Key Performance Indicator“).

Il mio suggerimento ai colleghi della regione Emilia Romagna è di coinvolgere in modo attivo le proprie aziende farmaceutiche nella discussione, in modo da renderle consapevoli delle implicazioni che ne derivano e di non lasciare questo come solo “problema dell’ISS” e di negoziare le migliori condizioni di accesso con le aziende sanitarie.

Si tratta in altri termini di difendere la occupazione attuale degli ISF. Ma se pensiamo di aumentare in futuro le linee per aumentare la Share of Voice e tutte le strategie del marketing etc etc, dimentichiamocelo. Il futuro – almeno in Emilia Romagna –  è cosa diversa.

A quanti vorranno contribuire ad affinare questo pensiero, va fin da ora il mio ringraziamento.

Ignazio

 

 

 

 

 

AIFA, Band0 2016 Ricerca Indipendente. Opportunità o rischio?

RICEVIAMO DALLO SPAMMATORE SERIALE “Dottor NAPALM51” E PUBBLICHIAMO QUESTA NOTA PER FAVORIRE UN DIBATTITO INFORMATO TRA GLI INFORMATORI SCIENTIFICI DEL FARMACO. Ignazio Alecci

Il 20 ottobre scorso AIFA ha pubblicato il bando 2016 per la ricerca indipendente, con l’intento di “generare nuove evidenze con potenziali ricadute  sul sistema sanitario italiano in 3 specifiche aree tematiche”:

  1.     malattie rare
  2.     popolazioni fragili
  3.     medicina di genere

Alcuni, primi commenti a caldo:

  • AIFA ritiene di ottenere delle ricadute in termini di nuove opportunità di cura : come è possibile se il bando non menziona una sola volta la parola “brevetto”?
  • AIFA intende con tale bando trasferire i risultati della ricerca finanziata alla assistenza sanitaria : come è possibile se la norma alla quale fa riferimento  (DM 17.12.2004) prevede espressamente il divieto di trasferire i risultati all’impresa farmaceutica titolare del brevetto?
  • AIFA suggerisce di “applicare il principio di una adeguata ricaduta regolatoria dei risultati scientifici perseguiti”? : come è possibile in assenza di un accordo con il titolare del brevetto, nel caso di farmaco ancora coperto da brevetto? Intende l’agenzia registrare (forse anche brevettare) nuove indicazioni in proprio?
  • perchè sono state scelte come tema le malattie rare, che rappresentano l’area di maggior intensità di ricerca clinica dopo l’oncologia? siamo sicuri che vi siano “malattie rare neglette di ricerca clinica” nel caso in cui vi siano delle opzioni farmacologiche? le malattie neglette di ricerca sono tantissime, non tanto di ricerca clinica (che rappresenta quasi un quarto di tutta la ricerca clinica condotta in Italia …)  ma di base.
  • approcci innovativi con terapie avanzate : e poi? se la norma prevista dall’AIFA impedisce che il risultato sia trasferito a chi può completare lo sviluppo, che cosa succede?
  • perchè escludere metanalisi e revisioni sistematiche oppure l’uso dei database delle sperimentazioni cliniche messe a disposizione dalla ditte farmaceutiche? l’uso di questi database delle sperimentazioni cliniche nel caso della medicina di genere avrebbe forse più senso della sperimentazione clinica prospettica
  • studi di CRISPR technology? forse AIFA intende diventare il NIH italiano e finanziare la ricerca di base avanzata? siamo sicuri che sia questo il compito di una agenzia regolatoria nazionale? non è il caso di lasciare la ricerca di base ad altri?
  • perchè “i farmaci in studio utilizzati fuori indicazione non possono essere posti a carico del SSN”?  se il SSN finanzia attraverso l’AIFA la ricerca sull’iRNA technology, non può finanziare anche la ricerca che prevede un uso diverso di un farmaco in commercio? pensare all’italiana che ci sia sempre una ditta farmaceutica che fornisce a titolo gratuito il farmaco porta a pensare male sul bando e su chi lo finanzia… per quale motivo una ditta fornisce a titolo gratutito un farmaco per un uso off label sapendo che non potrà usare i risultati a fini regolatori?

Sono perplesso. Avrei preferito che AIFA prima avesse corretto l’impianto regolatorio della normativa, adeguandolo al 2017 e poi avesse provveduto a pubblicare il bando.

In questo modo, invece, il bando troverà sicuramente interesse presso i professionisti della ricerca indipendente, ma AIFA rischia di ripercorrere la strada del vaccino italiano per la HIV della Ensoli, costato milioni di € senza alcun ritorno di denaro di contribuenti  già altamente tassati.

Non è esattamente il “rinascimento” della ricerca che ci aspettavamo ….

Con l’augurio che AIFA ascolti queste critiche e le utilizzi per migliorare il proprio programma di ricerca indipendente.

Dottor Napalm51

@NovartisPharma “evolving business practices to better educate the medical community”. We expected much more!

The new Novartis model to engage with healthcare professionals from January 2017.

  1. Digital Technology, including Vivinda TV
  2. No sponsorship to attend congresses, unless you are
    • a speaker,
    • a moderator
    • a poster presenter
  3. No more speaker fees in promotional meetings, unless there is
    • a new Novartis products
    • a new indication of a marketed products to launch
    • a new Novartis sponsored trials published

After the statements of CEO Joe Jimenez, we expected much more.

We operate in a highly regulated industry and the need for transparency in our business activities is greater than ever. Society’s expectations of global healthcare companies are changing. People want to know that companies like Novartis are acting with integrity by helping physicians make the best decisions for patients with evidence-based information about their products and services. We continue to focus on earning this trust and are committed to reinforcing our culture of integrity, while ensuring our business practices meet the highest standards, consistently across our entire organization.

Joe Jimenez, CEO, Novartis
PharmaRep Michael

Garattini: onesto, non saggio

Garattini è sempre onesto, ma non è certo saggio.
L’unico modo per limitare i costi dei farmaci è favorire lo sviluppo di farmaci simili. Quando un paese ha diverse alternative, può gestire i prezzi, quando ha solo il primo della classe e nessun altro, perchè si chiede agli altri di essere superiori, il primo della classe fissa il prezzo ed il Servizio Sanitario Nazionale può solo accettarlo. Proviamo ad immaginare il Sofosbuvir senza mee too…

pubblicaro su http://www.scire-ausl.bo.it/

Blog Scire
Letteratura medica per la pratica clinica
Danilo di Diodoro – Informazione scientifica applicata – Azienda Usl di Bologna

Trasparenza EFPIA Disclosure – Pfizer Italia pubblica il proprio rapporto 2015

Pfizer Italia ha pubblicato il 24 giugno sul proprio sito il Rapporto 2015 sui ToV agli Operatori Sanitari, consultabile alla pagina http://www.pfizer.it/cont/pfizer-italia-Obbligo-di-Trasparenza/obbligo-di-trasparenza.asp

Dalla Home Page sono necessari 2 passaggi per arrivare alla sezione “Obbligo di Trasparenza”, alla quale si accede attraverso la sezione “Il nostro impegno”.

Nessun riferimento nella Home Page alla pubblicazione del rapporto, nessun riferimento nelle notizie.

I rapporti sono due, uno ciascuno per  le 2 ragioni sociali, Pfizer S.r.l e Pfizer Italia S.r.l . ed elencano gli Operatori sanitari in ordine alfabetico per cognome.

Il giudizio sulla accessibilità del rapporto e la valutazione dei contenuti sarà completata successivamente.

PharmaRep Ignazio Alecci