Pharma. E se i manager fossero retribuiti sui risultati clinici dei farmaci? E perchè non lo estendiamo a tutte le professioni??

Provocatorio articolo di Harvard Business Review, ripreso dal DailyHealthIndustry.

Basare le retribuzioni sui risultati clinici e benefici per i pazienti ottenuti dalla somministrazione di un farmaco. Passa da qui la formula magica che secondo l’Harvard Business Review potrebbe ricostruire un’immagine positiva delle aziende farmaceutiche.

La questione del danno d’immagine è un problema cogente per le industrie, in particolare per le farmaceutiche. Un danno che si basa sulle continue accuse e dubbi legati a inchiesti e procedimenti contro pratiche commerciali ingannevoli.

Secondo l’Harvard Business Review è giunta l’ora di fare di più. La retribuzione dei dirigenti – che si attesta e in taluni casi supera la cifra di 10 milioni di dollari – dovrebbe basarsi non più su parametri finanziari legati al raggiungimento degli obiettivi ma alla reale capacità di un’azienda di curare le malattie e migliorare la vita dei pazienti. Un incentivo per i top level aziendali ad andare oltre e a lavorare esclusivamente per il benessere dei pazienti.

Il tema è stato sul tavolo dei produttori di farmaci per molti anni, con l’idea di concentrarsi totalmente sui risultati invece che sul numero di prodotti venduti. Secono l’editorialista dell’HBR, Christopher Bowe “questa sarebbe la strada giusta per diradare la nebbia che offusca le aziende farmaceutiche e le loro attività. Il ricordo delle attività commerciali illegali e della non comunicazione legata ai rischi sulla sicurezza è ancora forte”.

La retribuzione dei venditori fatta sui volumi di vendita piuttosto che sui risultati clinici dei pazienti, rappresenta dunque un problema. Un concetto, quello espresso da Bowe, che trova d’accordo anche alcune aziende e che parte da lontano; da ciò che fece il numero 1 di GSK Andrew Witty, quando decise di revisionare la struttura dei benefit della sua rete di venditori passando a misure più sfumate come, le relazioni con la classe medica al posto delle quote di vendita.

Da qui l’idea di Bowe di basare gli incentivi sui risultati reali nei pazienti. Ciò darebbe vita ad un’organizzazione più responsabile.

Raccogliere questi risultati non è tuttavia un compito facile, almeno fino a quando BigData non sarà in grado di produrre informazioni e analisi negli Stati Uniti. Fino ad allora sarà difficile che i vertici delle multinazionali, secondo HBR, valutino le performance aziendali su dati che non possono avere. Ad oggi le aziende basano ancora gran parte delle loro retribuzioni su benefit e incentivi. In questo ambito le Big Pharma, e in particolare le biotech e i generici, raggiungono cifre superiori ai 10 milioni di dollari.

E se pagassimo i medici degli ospedali in base alla qualità percepita dell’assistenza? e se pagassimo i dipendenti pubblici in base alla velocità di gestione delle pratiche dei cittadini?

Se usiamo un metodo guidato dal risultato, usiamolo per tutto.
Perchè limitarlo solo ai farmaci?

PharmaRep Ignazio Alecci

Pharma. E se i manager fossero retribuiti sui risultati clinici dei farmaci?

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