Trasparenza EFPIA Disclosure – Pfizer Italia pubblica il proprio rapporto 2015

Pfizer Italia ha pubblicato il 24 giugno sul proprio sito il Rapporto 2015 sui ToV agli Operatori Sanitari, consultabile alla pagina http://www.pfizer.it/cont/pfizer-italia-Obbligo-di-Trasparenza/obbligo-di-trasparenza.asp

Dalla Home Page sono necessari 2 passaggi per arrivare alla sezione “Obbligo di Trasparenza”, alla quale si accede attraverso la sezione “Il nostro impegno”.

Nessun riferimento nella Home Page alla pubblicazione del rapporto, nessun riferimento nelle notizie.

I rapporti sono due, uno ciascuno per  le 2 ragioni sociali, Pfizer S.r.l e Pfizer Italia S.r.l . ed elencano gli Operatori sanitari in ordine alfabetico per cognome.

Il giudizio sulla accessibilità del rapporto e la valutazione dei contenuti sarà completata successivamente.

PharmaRep Ignazio Alecci

 

 

 

 

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Pharma. E se i manager fossero retribuiti sui risultati clinici dei farmaci? E perchè non lo estendiamo a tutte le professioni??

Provocatorio articolo di Harvard Business Review, ripreso dal DailyHealthIndustry.

Basare le retribuzioni sui risultati clinici e benefici per i pazienti ottenuti dalla somministrazione di un farmaco. Passa da qui la formula magica che secondo l’Harvard Business Review potrebbe ricostruire un’immagine positiva delle aziende farmaceutiche.

La questione del danno d’immagine è un problema cogente per le industrie, in particolare per le farmaceutiche. Un danno che si basa sulle continue accuse e dubbi legati a inchiesti e procedimenti contro pratiche commerciali ingannevoli.

Secondo l’Harvard Business Review è giunta l’ora di fare di più. La retribuzione dei dirigenti – che si attesta e in taluni casi supera la cifra di 10 milioni di dollari – dovrebbe basarsi non più su parametri finanziari legati al raggiungimento degli obiettivi ma alla reale capacità di un’azienda di curare le malattie e migliorare la vita dei pazienti. Un incentivo per i top level aziendali ad andare oltre e a lavorare esclusivamente per il benessere dei pazienti.

Il tema è stato sul tavolo dei produttori di farmaci per molti anni, con l’idea di concentrarsi totalmente sui risultati invece che sul numero di prodotti venduti. Secono l’editorialista dell’HBR, Christopher Bowe “questa sarebbe la strada giusta per diradare la nebbia che offusca le aziende farmaceutiche e le loro attività. Il ricordo delle attività commerciali illegali e della non comunicazione legata ai rischi sulla sicurezza è ancora forte”.

La retribuzione dei venditori fatta sui volumi di vendita piuttosto che sui risultati clinici dei pazienti, rappresenta dunque un problema. Un concetto, quello espresso da Bowe, che trova d’accordo anche alcune aziende e che parte da lontano; da ciò che fece il numero 1 di GSK Andrew Witty, quando decise di revisionare la struttura dei benefit della sua rete di venditori passando a misure più sfumate come, le relazioni con la classe medica al posto delle quote di vendita.

Da qui l’idea di Bowe di basare gli incentivi sui risultati reali nei pazienti. Ciò darebbe vita ad un’organizzazione più responsabile.

Raccogliere questi risultati non è tuttavia un compito facile, almeno fino a quando BigData non sarà in grado di produrre informazioni e analisi negli Stati Uniti. Fino ad allora sarà difficile che i vertici delle multinazionali, secondo HBR, valutino le performance aziendali su dati che non possono avere. Ad oggi le aziende basano ancora gran parte delle loro retribuzioni su benefit e incentivi. In questo ambito le Big Pharma, e in particolare le biotech e i generici, raggiungono cifre superiori ai 10 milioni di dollari.

E se pagassimo i medici degli ospedali in base alla qualità percepita dell’assistenza? e se pagassimo i dipendenti pubblici in base alla velocità di gestione delle pratiche dei cittadini?

Se usiamo un metodo guidato dal risultato, usiamolo per tutto.
Perchè limitarlo solo ai farmaci?

PharmaRep Ignazio Alecci

Pharma. E se i manager fossero retribuiti sui risultati clinici dei farmaci?

JAMA – Pharmaceutical industry-sponsored meals associated with higher prescribing rates

Accepting a single pharmaceutical industry-sponsored meal was associated with higher rates of prescribing certain drugs to Medicare patients by physicians, with more, and costlier, meals associated with greater increases in prescribing, according to an article published online by JAMA Internal Medicine.

Some argue industry-sponsored meals and payments help facilitate the discussion of novel treatments but others have raised concerns about the potential to influence prescribing patterns. Previous studies have suggested physician-industry relationships were associated with increased prescribing of brand-name drugs.

R. Adams Dudley, M.D., M.B.A., of the University of California, San Francisco, and coauthors linked two national data sets to quantify the association between industry payments and physician prescribing patterns.

Authors identified the most-prescribed brand-name drugs in each of four categories in Medicare Part D in 2013. The target drugs were rosuvastatin calcium among statins, nebivolol among cardioselective β-blockers, olmesartan medoxomil among angiotensin receptor blockers (ACE inhibitors and ARBs), and desvenlafaxine succinate among selective serotonin and serotonin-norepinephrine reuptake inhibitors (SSRIs and SNRIs). The 2013 Open Payments database describes the value and the drug or device promoted for payments to physicians for five months in 2013 as reported by pharmaceutical companies.

Authors report 279,669 physicians received 63,524 payments associated with the four target drugs, with 95 percent of those payments being meals that had an average value of less than $20. Rosuvastatin accounted for 8.8 percent of statin prescriptions; nebivolol represented 3.3 percent of cardioselective β-blocker prescriptions; olmesartan represented 1.6 percent of ACE inhibitor and ARB prescriptions; and desvenlafaxine represented 0.6 percent of SSRI and SNRI prescriptions.

Physicians who received meals related to the targeted drugs on four or more days prescribed rosuvastatin at 1.8 times the rate of physicians receiving no target meals, nebivolol at 5.4 times the rate, olmesartan at 4.5 times the rate, and desvenlafaxine at 3.4 times the rate, according to the results.

Physicians who received only a single meal promoting the four target drugs also had higher rates of prescribing those medications, the results suggest. Additional meals and costlier meals were associated with higher prescribing rates.

Higher proportions of the physicians who received industry payments were men, solo practitioners, and physicians who practiced in the South, the authors report.

The authors note their results are cross-sectional and reflect an association, not a cause-and-effect relationship. For example, if physicians choose to attend industry events where information is provided about drugs they already prefer then meals may have no effect on their prescribing patterns.

“Our findings support the importance of ongoing transparency efforts in the United States and Europe,” the study concludes.

http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamainternmed.2016.2765

Trasparenza. Predicata fino al 30 giugno, praticata dal 1 luglio …

Dal 1 luglio 2016 PharmaRep Alessio Michelini pubblicherà su InfoFarmaco & PharmaRep le analisi di ciascun rapporto di trasparenza delle prime 30 aziende farmaceutiche per fatturato presenti in Italia, con una valutazione globale sul livello di trasparenza praticata e sulla coerenza tra quanto predicato e quanto praticato.

E’ una grande opportunità offerta a noi Informatori del Farmaco per dimostrare la qualità del nostro rapporto con i medici.

Non sprechiamola.

PharmaRep Ignazio Alecci

Trasparenza?

Dal sito di Bayer SpA Italia 
http://www.bayer.it/responsabilita-sociale/trasferimenti-di-valore/codice-efpia-sulla-trasparenza/

Riservatezza dei dati

Bayer rispetta appieno la riservatezza e la sicurezza dei dati. Sono state, quindi, adottate numerose misure per proteggere i dati in conformità con le politiche sulla privacy richieste e controllate dalle autorità locali ed europee. Inoltre, i dati vengono diffusi solo se l’operatore sanitario ha fornito esplicito consenso scritto. Inoltre, l’accesso ai dati legati alla trasparenza è limitato ai collaboratori responsabili della raccolta dei dati stessi o della preparazione dei report.

Piena trasparenza

Riteniamo che solo una piena trasparenza possa fornire un’immagine corretta del rapporto di Bayer con un operatore sanitario, ed è per questo che Bayer non divulgherà trasferimenti di valore parziali. Un eventuale disaccordo relativo alla pubblicazione di una specifica attività, verrà considerato da Bayer come un mancato consenso generale alla pubblicazione e tutti i trasferimenti di valore verranno riportati su base aggregata all’interno del modello di reportistica dell’EFPIA.

Quindi prevale la privacy del medico sul diritto del cittadino a conoscere il rapporto economico intrattenuto con l’azienda?

PharmaRep Alessio Michelini

 

Trasparenza

Dal web di Roche Italia http://www.roche.it/home/trasparenza.html

Una corretta e trasparente collaborazione tra il mondo sanitario e le aziende farmaceutiche è fondamentale per il progresso scientifico nell’ambito delle terapie farmacologiche e, quindi, per il benessere dei pazienti.

Roche ritiene di fondamentale importanza rassicurare la comunità sul fatto che le sue relazioni con il mondo sanitario non costituiscono un’indebita influenza sulle scelte terapeutiche degli operatori sanitari e delle organizzazioni sanitarie. La pubblicazione dei trasferimenti di valore rappresenta per Roche uno strumento fondamentale per accrescere la fiducia dell’opinione pubblica e dei pazienti nell’utilità e nella correttezza della collaborazione tra mondo sanitario e industria farmaceutica.

Per informazioni sulla regolamentazione introdotta dal “Codice sulla trasparenza dei trasferimenti di valore tra aziende farmaceutiche, operatori sanitari ed organizzazioni sanitarie” è possibile consultare il sito www.farmindustria.it (sezione Home/Codice Deontologico) oppure rivolgersi al Transparency Contact Point di Roche al seguente indirizzo: monza.transparency@roche.com 

Ci aspettiamo pertanto che la pubblicazione dei trasferimenti di valore venga fatta per tutti i medici in forma individuale, senza aggregazioni che contraddirebbero le ambizioni di trasparenza della azienda.

PharmaRep Alessio Michelini

Pharma payments influence doctor prescriptions

Un interessante articolo di Jack Craver dal sito http://www.benefitspro.com sul rapporto tra trasferimenti di valore ai medici ed il loro comportamento prescrittivo:
  • Pharmaceutical reps certainly haven’t wasted their time wining and dining doctors all these years.
    A new analysis of payments made by drug makers to doctors shows that physicians who accept payments or other things of value from businesses, including meals, are more likely to prescribe name-brand medications than doctors who don’t rub elbows with pharma reps.
    The analysis, conducted by ProPublica, a nonprofit investigative journalism site, found that doctors in five different fields were all more likely to prescribe name brands than generics. The correlation was significant.
    Family doctors who received more than $5,000 prescribed name brands 25.8 percent of the time, while those who didn’t receive payments did so 18.7 percent of the time.
    Even ophthalmologists who didn’t receive a dime from pharma reps prescribed name brand drugs 46.4 percent of the time, but those who got more than $5,000 did so a whopping 64.6 percent of the time.
    Many hospitals have imposed rules against doctors accepting payments or other gifts from business interests. Research has shown that far fewer doctors are accessible to industry reps than in the past.
    Other equally important trends are working against name brand drugs. The American College of Physicians recommended last year that physicians prescribe generics over name brands, arguing that the more affordable a medication, the more likely a patient will take it as prescribed. The American Medical Association, meanwhile, has proposed barring drug advertisements.
Dal 1 luglio, con EFPIA Disclosure, vedremo se questo vale anche in Italia.
PharmaRep Ignazio Alecci
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For instance, internists who received more than $5,000 a year from the medical industry prescribed name brands 30 percent of the time, while their colleagues who had received no payments prescribed the higher priced drugs 20 percent of the time.